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FLORA E FAUNA DELL'APPENNINO BOLOGNESE


FLORA


La vegetazione che copre i monti dell’appennino bolognese può essere divisa, dall’alto in basso, in tre zone o fasce: quella del faggio, del castagno ed infine quella della quercia.
Se i faggi, presenti da 800 a 1700 m di quota, non sono presenti che eccezionalmente con singoli esemplari, sia il castagno che la quercia contraddistinguono la zona del comune di Loiano.
A seconda dell’esposizione e del tipo di terreno su cui crescono, si distinguono boschi Mesofili, le cui piante richiedono una quantità minima e costante di umidità e i boschi Termofili, che tollerano situazioni più spinte di aridità.
castagneI primi sono caratterizzati dalla cenosi (associazione) dell’orno ostrieto, cosiddetta dai nomi latini dell’orniello e del carpino nero. I secondi sono invece caratterizzati dalla roverella, accompagnata da molti arbusti amanti della luce e del caldo, come il ginepro, la rosa canina e i biancospini. Sintomo del degrado boschivo e la massiccia presenza della robinia (Robinia pseudoacacia).
Caratteristici sono i castagneti, dovuti all’opera secolare dell’uomo che ha piantato il castagno per usarne il legno ed i frutti; attualmente molti castagneti risultano abbandonati e si presentano misti ad altre caducifoglie quali gli aceri, i noccioli e i ciavardelli”. (C.A.I. – Provincia di Bologna, Traversata delle cinque valli, p. 188).
Castagneti da frutto sono ancora visibili, soprattutto nella vallata che da Loiano digrada verso Scanello e Quinzano, a ricordare un periodo in cui le castagne costituivano un elemento importante dell’economia dei paesi di montagna, andando ad integrare la tradizionale agricoltura di sussistenza.
La castagna era infatti in grado di permettere la preparazione di tanti cibi diversi, tutti con ingredienti quantomai poveri: appena colte si lessavano o arrostivano; secche venivano masticate come caramelle o si bollivano; con la farina si preparavano frittelle, castagnaccio e polenta di castagno.
gineproPer quanto riguarda le piante di quercia, le troviamo su tutto il territorio, sia rovere che roverella che il cerro, prevalentemente associati alla robinia, al carpino bianco e nero e al pioppo nero cipressino.
Un discorso a parte meritano gli impianti, risalenti a oltre mezzo secolo fa, di pini silvestri o, più spesso, pini neri.
L’esempio più significativo, anche per la sua posizione, è quello della pineta che sovrasta Loiano.
Il paese e costruito sopra una molassa grossolana miocenica, identica in parte a quelle di Monzuno e Vado: tale formazione si presenta pero, nella parte sovrastante il paese, sotto la forma di grandi banchi di sabbie biancastre, dilavate, friabili e sparse di ciotoli calcarei e quarzosi, alternati con altri banchi di arenaria dura.
Come si nota da antiche fotografie e cartoline, il monte sopra Loiano era quindi completamente spoglio e di colore bianco.imm_funghi_porcini
Negli anni si e intervenuti con l’impianto di esemplari di pini neri, dando origine alla bellissima pineta, meta di passeggiate e vanto dei loianesi. Concludiamo con un breve cenno alle specie di funghi più facilmente rintracciabili.
Oltre alla mortale Amanita Phalloides, alle pericolose Amanita Muscaria e Pantherina, e ormai diventata rara l’Amanita Cesarea (l’ovulo buono) reperibile nei castagneti. Molto ricercati anche i prelibati cantarelli («i galoz»), i porcini, fistuline e russole.
Nei boschi misti molto comuni sono le famigliole («i ciudlen»), gli igrofori, le clitocibe, i tricoloma e le morchelle, mentre nelle radure crescono a primavera gli ottimi prugnoli ed in autunno i prataioli e le grandi mazze di tamburo.
Presenti anche, in tutti i boschi di caducifoglie miste, i tartufi.

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FAUNA


Per quanto riguarda la fauna, nella zona del comune di Loiano, troveremo animali che, in un modo o nell’altro, si sono adattati alla presenza ed all’azione dell’uomo.
Fra i mammiferi segnaliamo il muflone, immesso nella zona che da Sabbioni digrada verso il Savena: vive in piccoli branchi guidati da una vecchia femmina ed emette un verso simile a quello della capra. Sono stati avvistati anche esemplari di capriolo, cervidi che in estate assumono un colore bruno rossiccio e corrono a grandi balzi.
Cinghiale3Anche i cinghiali hanno recentemente fatto la loro comparsa nei boschi a nord di Loiano.
Assai diffusa e la volpe, carnivoro selvatico che si adatta facilmente anche agli ambienti aperti ed antropizzati, nutrendosi perlopiù di roditori, ma anche di animali più grossi, e di frutti teneri.
Il tasso, predilige le foreste ed i boschi misti, dove scava profonde gallerie comunicanti, vicino alle quali si vedono i segni della loro attività: i percorsi dalla tana ai luoghi di sostentamento sono fissi e sembrano veri e propri sentieri, che passano sotto tronchi d’albero o altri ostacoli.
Tipicamente forestale la faina, abile arrampicatrice, specie delle latifoglie, si adatta anche in area antropizzata; la puzzola ha abitudini notturne e solitarie: si ciba di rane, uccelli, roditori.
Fra i roditori va ricordato lo scoiattolo, che vive bene nei boschi di conifere e nelle chiome delle latifoglie, dove costruisce nidi disordinati fatti con rami e virgulti, nei quali passa la maggior parte dell’inverno.
I vari tipi di arvicole, topi selvatici, topi ragno, ghiri e talpe popolano il sottobosco. Numerosi sono gli uccelli che é possibile avvistare nel nostro territorio.
volpe11Partendo dai predatori diurni, ricordiamo la poiana, legata alla vegetazione d’alto fusto; il gheppio, reso riconoscibile dalle limitate dimensioni e dal tipico volo, fatto di rapide battute d’ala e di lunghi e frequenti stalli controvento.
Raro, ma avvistabile presso le Gole di Scascoli, e il falco pellegrino, che caccia buttandosi sulla preda quasi verticalmente ed a velocità fantastica.
picchioFra i predatori notturni l’allocco, diffuso in tutta la regione, evita i boschi puri di conifere e nidifica nei tronchi cavi degli alberi, il gufo comune che predilige i boschi degradati, i filari e gli alberi isolati; la civetta, riconoscibile per le minori dimensioni, la si può vedere spesso anche di giorno, posata sui pali o sulle staccionate.
Il barbagianni più grande e di colorito chiaro, é molto legato alle abitazioni umane: nidifica nei casolari, nei campanili, nei ruderi.
Degli uccelli stanziali, il fagiano e la starna, sono stati immessi ultimamente; la gazza, il merlo, il passero, il pettirosso, le cincie, la cornacchia grigia che si e molto diffusa negli ultimi anni.
Il codibugnolo, il fringuello, il fanello, la rondine, il cuculo, l’usignolo, il picchio muratore e il rigogolo, con il caratteristico nido appeso ad una biforcazione orizzontale di un ramo, sono fra i più importanti uccelli che nidificano in primavera nel nostro territorio.

 


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